MARCO MENGONI Atlantico

Anticipato dai due singoli ‘VOGLIO’

(luoghi comuni, modi di dire ed atteggiamenti quotidiani ribaltati ed esasperati, frase dopo frase) e ‘BUONA VITA’

(augurio di un buon percorso a tutte le persone che hanno fatto, fanno e faranno parte del nostro vissuto) e dai due videoclip omonimi, dalle atmosfere rarefatte, in un intreccio di piani sequenza adrenalinici, l’uno, e colorato, dal montaggio dinamico a diverse velocità, l’altro. ‘ATLANTICO’ di Marco Mengoni

esce nella versione standard

e in cinque copertine da collezione:

‘Attraverso la gente’, ‘Filtro di coscienza’, ‘Immersione emotiva’, ‘Oceano di esperienza’ e ‘Piano unico’. Dalle sonorità funky, la title track ‘ATLANTICO’ è la perfetta sintesi per descrivere l’intero prodotto, scritta da Frah Quintale e Dario Faini e alla quale, Mengoni ha inserito nel testo, la parola ‘Atlantico’ per rappresentare un universo variegato ma allo stesso tempo coerente con la sua natura. D’ispirazione musicale medio-orientale ‘RIVOLUZIONE’ è una riflessione interiore, dell’artista, degli ultimi due anni mentre ‘EVEREST’ racconta di un amore visto soggettivamente. Quando si cammina a lungo a fianco di una persona, acquistandone gesti e inflessioni si diventa quella persona: ‘GIORNI DI DOMANI’ per un ricordo di esistenza. In ‘DIALOGO TRA DUE PAZZI’, dall’intro vocale ispirato ad un canto calabrese, emergono due personalità di un uomo, l’una lucida, l’altra quasi folle, poi d’un tratto si sovrappongono in un gioco di specchi. Riprendendo i canti dei guerrieri cacciatori, della tradizione Masai, la citazione dell’icona ‘MUHAMMAD ALI” per ambire a fortificarsi e trasformare ogni limite in opportunità. ‘LA CASA AZUL’ vuole accostarsi all’ombra fuggevole di Frida Kahlo, alla sua arte, invito per tutti noi a saper trasformare la sofferenza in forza; la voce carica di storia di Adriano Celentano è la ‘pennellata’ finale alla canzone. ‘LA RAGIONE DEL MONDO’ è l’inseguimento dello stupore che gli occhi provano nel lasciarsi ammaliare dalla bellezza delle cose. Si cerca di fare del proprio meglio ma a volte non è abbastanza; le persone non sono mai perfettamente complementari e scoprirlo è sconvolgente: “A cosa è servito studiare lo spagnolo se riesco solo a dire ‘HOLA'”. La voce calda e profonda di Tom Walker arricchisce il brano. Mengoni ha scelto Takagi e Ketra per mantenere il connubio tra rumba ed elettronica; il testo di ‘MILLE LIRE’ è autobiografico e descrive la fase di un passaggio di vita. ‘AMALIA’ Rodrigues, la voce del fado portoghese, di un popolo in punta di piedi davanti all’oceano sterminato: per raccontare questo personaggio, Vanessa De Mata, che Mengoni ha incontrato proprio a Lisbona e che insieme ai Selton restituiscono vibrazioni tipiche della musica brasiliana. Per presentare il suo disco, Marco ha ideato ‘Atlantico Fest – Attraverso la musica’: tre giorni di eventi a Milano, a partire dallo scorso 29 novembre 2018.

Centro nevralgico della manifestazione la Torre Velasca, con la mostra fotografica sui rifiuti trasportati dai mari, sulle coste, di Mandy Backer

un Immersive Experience per attraversare, lungo un percorso di tredici stanze, la musica di ‘Atlantico’ e ‘Onde Alternative live session’: esibizioni dal vivo di alcuni dei più interessanti esponenti del nuovo panorama musicale contemporaneo. Un momento di riflessione e di dialogo, per ‘ascoltare’ il mare, dalla voce dei due biologi marini Martina Capriotti e Giovanni Chimienti

ricercatori che quotidianamente si battono per la salvaguardia degli oceani attraverso la cultura della riduzione dell’uso della plastica e del suo corretto smaltimento e l’intervista, alla Triennale, di Marco, ad Edoardo De Angelis e Pina Turco, rispettivamente regista e protagonista de ‘Il vizio della speranza’ e Stefano Boeri

architetto e urbanista tra Milano, Shangai e Tirana. In tre università sarà possibile ammirare tre diverse Atlantico Exhibition: creazioni degli studenti dei corsi d’arte e moda di Naba, Led e Politecnico. L’obbiettivo solidale di Atlantico Fest sarà donare un pozzo per

Casa Chiaravalle.

Foto: Carolina Amoretti
Roberta Masi

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