MONOBOB femminile Giada Andreutti

Inventato nel 1880 a New York, il bob (dall’inglese ‘bobsleigh’) o guidoslitta

è uno sport invernale nel quale delle squadre, composte da due o quattro atleti eseguono discese cronometrate lungo una pista ghiacciata, stretta e tortuosa, a bordo di un bob, spinto, all’avvio, da fermo, dagli stessi

per poi salirvi, raggiungendo fino ai 130Km/h di velocità, grazie alla forza di gravità. Il personaggio della storia italiana, per quanto riguarda lo sport  del bob, gareggiando a livello agonistico, dagli anni ’50, fino a fine ’60, è stato Eugenio Monti.

I bob moderni che combinano leghe in metallo leggero, pattini sterzanti in acciaio e carrozzerie aerodinamiche, dipendentemente che siano da due o quattro persone, rispettano determinate misure. Al programma dei Giochi Olimpici invernali di Pechino 2022, come sesta gara degli sport IBSF, aggiungendosi al bob a due maschile, bob a due femminile, bob a quattro maschile, skelton maschile e skelton femminile, concorrerà il monobob femminile. La pista da bob

che deve avere almeno quindici curve, arriva a misurare 1.500 metri di lunghezza. Affiliata al CONI, organizzazione, promozione e coordinamento della pratica degli sport invernali, in Italia, è a cura della

Federazione Italiana Sport Invernali (FISI).

Tesserata per il Bob Club Cortina, GIADA ANDREUTTI arriva dal mondo dell’atletica leggera (lancio del disco). Cosa l’ha portata a questo ampliamento nelle discipline, per praticare uno sport di velocità?

“Sono fidanzata con Mattia Variola, campione pordenonese del bob a quattro, che mi ha fatto conoscere meglio lo sport medesimo. Dalle prove su pista, un equilibrio tra velocità, forza e potenza mi hanno vista idonea nel gareggiare con il monobob riuscendo a spingerlo nei suoi 165 Kg”.

Come ha vissuto la due giorni sulla pista olimpica norvegese ‘Lillehammer Sliding Center’, prima realtà importante del monobob femminile?

“La trasferta è durata dieci giorni, sei dei quali a provare la pista e le discese. Essendo la prima esperienza in gara con il monobob, le emozioni sono state diverse rispetto ad altre partecipazioni classiche, c’era adrenalina al massimo, e anche un po’ di timore non sapendo fino all’ultimo se il tracciato avrebbe dato problemi”.

Quali sono le misure del mezzo usato per la disciplina del monobob?

“In queste prime gare del monobob, che sarà olimpionico dal 2022, la Federazione mette a disposizione mezzi standard: ad estrazione, ogni mezzo avrà, nei vari eventi, atlete diverse ad esso abbinate, per le discese”.

Prima della gara vera e propria è prevista una preparazione per provare la pista?

“Ogni pista è diversa dalle altre. Effettuando, in media due o tre discese di prova, si ha modo di captare le difficoltà del percorso e quello che un allenatore può consigliare è cosa preziosa per arrivare a un buon risultato”.

…un suo modello nello sport del bob?

“Simone Bertazzo, uno fra i più grandi nella storia del bob, passato dall’attività agonistica, allo staff tecnico e Manuel Machata (dal Palmares ricco di vittorie fino agli ori ai Campionati Mondiali ed Europei 2011 di bob) allenatore ed ex bobbista”.

Di fatto, la Germania ha ottenuto più successi Europei e Mondiali. Come si pone Giada Andreutti in merito?

“Punto di forza, l’allenatore tedesco Machata!”.

Aspettative futuristiche sportive, verso le Olimpiadi 2022?

“Tanta preparazione in pista: è uno sport iniziato da poco ed è necessario perfezionarsi. Spero di partecipare allo Olimpiadi, impegnandomi per realizzare un buon risultato”.

Angela Balboni

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