MOTOCICLISMO – ENDURO YOUTH – Andrea Verona

Il MOTOCICLISMO

è un insieme di attività che spaziano dal MOTOCICLISMO SPORTIVO  al MOTOTURISMO e MOTORADUNISMO, che si svolgono con qualsiasi modello di motocicletta. Esistono due tipi di motociclismo sportivo: VELOCITA’ e FUORI STRADA, comprendenti diverse categorie: MOTOMONDIALE, SUPERBIKE, SUPER SPORT, SUPERSTOCK, MINIMOTO, MINIGP, MOTOCROSS, MOTORALLY, ENDURO, TRIAL, SUPERMOTARD. Il termine ‘enduro’, dall’inglese ‘endurance’ significa ‘resistenza’, infatti la disciplina si pratica principalmente su strade sterrate, con qualsiasi condizioni del terreno e meteorologica, richiedendo, da parte dei piloti, una resistenza fisica. Le motociclette enduro necessitano di patente adatta al mezzo e devono rispettare le norme imposte dal codice della strada. Provviste di impianto di illuminazione, targa, pneumatici omologati, pesano dagli 80 Kg di un ciclomotore ai 140 Kg di una moto di grossa cilindrata. Senza alcun tipo di carenatura, la carrozzeria è limitata ai parafanghi e ai fianchetti laterali. Il telaio e le sospensioni devono essere in grado di assorbire le asperità del terreno accidentato ed assicurare la trazione anche in caso di fango o ghiaia. Esistono le seguenti tipologie di competizioni enduro: INDOOR (gara speciale da svolgersi in luoghi chiusi come arene, su circuito disseminato di ostacoli artificiali), COUNTRY (gara di resistenza su circuito chiuso, con la presenza o meno di ostacoli naturali o artificiali, dalla durata di 4, 6, 8, o 12 ore, da eseguire in squadre a coppie o in solitaria), YOUTH (gara strutturata secondo un percorso esterno da difficoltà e lunghezza variabili, in cui vengono inseriti tratti cronometrati). L’Associazione che promuove e gestisce, sia motociclismo sportivo, che motoradunismo, in Italia è la FEDERAZIONE MOTOCICLISTICA ITALIANA.

ANDREA VERONA

classe 1999, vicentino, inizia a fare i primi passi nel mondo dell’off road a soli tre anni con debutto a sette nel Campionato MONOMARCIA UISP Veneto per poi passare, nel 2008 alla categoria Debuttanti 65cc, in FMI. Nel 2009 passa al MINIENDURO laureandosi Campione Italiano 85cc. Nel 2013 entra a far parte del Team Junior Beta Ufficiale diventando pilota nella categoria 50cc vincendone il Campionato Italiano; nel 2016, Verona passa alla 125cc nel Team Italia Enduro FMI.

Cosa l’ha portata a scegliere il motociclismo come disciplina sportiva?

“E’ una passione trasmessa da mio padre che ha sempre praticato il motocross”.

Qual è l’emozione che le due ruote riescono a trasmettere?

“Gareggiare in moto è adrenalinico, partendo dalle sensazioni trasmessomi da mio padre, questa disciplina me la sento addosso. L’ambiente della corsa è sano, si parte volentieri anche per un viaggio lungo con meta il campionato, c’è una buona intesa, anche se fuori dalla gara si è amici, mentre in pista, rivali”.

In cosa consistono le ‘prove speciali’?

“Sono tratti divisi in ‘fettucciati’, con il ‘cross test’ prevalentemente su campo, ‘prove in linea’, con l”enduro test’ in zone boschive ed ‘estreme’, con l”extreme test’, ad esempio superando una zona rocciosa”.

Quali sono le difficoltà di un fettucciato secco o bagnato?

“Entrambi i percorsi sono scivolosi, quindi simili da affrontare, personalmente preferisco gareggiare su un terreno secco”.

Il mancato passaggio ad un ‘controllo orario’ o una deviazione dal tracciato stabilito prevede delle penalità?

“Le prove speciali sono collegate dal percorso di ‘trasferimento’ dove non si gareggia ma si devono rispettare dei tempi; le penalità in minuti si contano quando il pilota arrivi in anticipo o in ritardo rispetto al previsto”.

E’ importante essere ben coscienti dei test che una gara prevede?

“E’ molto importante: un campionato, ad esempio, si è svolto nell’ambito di tre giorni su un percorso di otto chilometri e lo si è visionato giorni prima; in Francia, il Mondiale per nazioni ha necessitato si percorressero a piedi, in una settimana, centodieci chilometri, imparando quasi a memoria il percorso e le difficoltà, per essere più preparati in pista”.

Nel giugno 2017, a Castelo Branco, in Portogallo, si è laureato Campione del Mondo nella categoria EY con la sua TM 125 EN: ricorderà per tutta la vita di essere salito sul più alto gradino del podio?

“Certamente, era un obbiettivo da raggiungere e sono stati ripagati tutti gli sforzi, l’impegno, gli allenamenti”.

Durante il congresso della Federazione Internazionale Motociclistica, tenutosi in Andorra, a novembre 2017, si è svolta la cerimonia dei FIM Awards durante la quale sono stati consegnati i premi ai Campioni del Mondo 2017 di tutte le discipline, tra i quali sette italiani

ANDREA VERONA: orgoglio di mamma e papà?

“Sono legatissimo alla mia famiglia, sono sempre presenti alle mie performance, anche mio fratello corre in moto”.

Angela Balboni

 

 

 

 

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