MUSICOMEDIANS

Il progetto artistico

gestito dall’Associazione Centro Studi Musicomedians (Presidente Flavio Oreglio, Segretario Giordano Gelati) analizza il CABARET in tre concetti base: riscoperta degli albori del ‘cabaret’ e presentazione in chiave moderna attraverso incontri, dibattiti, spettacoli e rassegne; ricostruzione della storia del genere attraverso ricerche di materiale originale e confronti di carattere nazionale (ed internazionale) proposta di incontro-dialogo generazionale tra i maestri e ragazzi/e che vogliono approcciarsi a quest’arte. Specificando che la maggior parte delle persone identifica il ‘CABARET’ con la ‘COMICITA” ove il termine è diventato simbolo di ‘comico’, nulla vi è di più sbagliato e distorto alla percezione vera e propria: il CAFE’ CHANTANT progenitore-contenitore del ‘VARIETA” è nato, nella seconda metà del settecento, in Francia, sull’onda dell’arrivo del ‘VINO DELL’ISLAM’, importato dall’oriente, con la realizzazione di appositi locali chiamati ‘CAFFE”, veri competitor delle osterie dove si iniziò ad offrire spettacoli denominati ‘CAFE’ CHANTANT’ che andavano dalle attività circensi alla magia, all’intrattenimento verbale, alla musica. Il CABARET si originò, in antitesi rispetto allo spettacolo di varietà dominante, più di un secolo dopo, sempre a Parigi, nel quartiere di Montmartre, nel periodo della ‘Belle Epoque’ tra fine ottocento e la prima guerra mondiale, come momento letterario, di cultura e anticonformismo, rappresentando uno snodo dai nuovi linguaggi come la canzone d’autore, la satira politica, la critica sociale ed il dibattito intellettuale, contaminandosi con poesia, musica, pittura. In Italia venne importato il CAFFE’ CONCERTO proposto con il nome di VARIETA’. Durante il fascismo e l’avvento del cinematografo, molti teatri diedero vita alla RIVISTA, spettacolo sfarzosissimo, mentre artisti meno affermati portarono in scena l’AVANSPETTACOLO. A parte ETTORE PETROLINI, tendente a canoni del cabaret francese o tedesco, in Italia, il ‘CABARET’ arrivò negli anni ’50 con il Teatro dei Gobbi (Valeri-Caprioli-Bonucci), il trio Fo-Durano-Parenti ed un gruppo di artisti genovesi a cui faceva capo Paolo Poli, nello specifico, in locali lombardi tra cui il Derby Club, l’Intra’s Derby Club,  il Cab ’64, il Santa Tecla, il Nebbia Club, assumendo la forma di ‘racconto’ fatto di musica e parole con nomi quali NANNI SVAMPA, ENZO JANNACCI, GIORGIO GABER, fino alle canzoni surreali di COCHI e RENATO.

La redazione

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