RELATIVITA’ DEL TEMPO, INCONSCIO E OROLOGI Dalì

 

La nostra inviata Paola Vezzani, casualmente a New York, al Museum Of Modern, mentre osservava questo spettacolo della vista, è stata avvicinata da un individuo tra il bohemien e il cialtrone…tale James Lad ( originario della Scozia …gli ha detto lui!!!).
“Signorina, mi scusi… lo sa che questa è la ‘Persistenza della Memoria’ di Dalì?”

persistenza-della-memoria

“Si” (ha risposto Paola)
“Fu dipinto nel 1931, in sole due ore, durante un improvviso mal di testa…avercelo un mal di testa così! ihh ihh ihh” (continua il ‘nostro’)
“C’è un deserto dominato da…orologi… sciolti” (mahh! sogghigna James)
“…in lontananza…un bell’orizzonte (sorride James)
(visibile aria scocciata di Paola, verso James)
“Signorina?”
“Si?”
“La relatività del tempo significata dagli orologi- inizia James – altro non è che la percezione del tempo stesso regolata da meccanismi dell’inconscio”
(sguardo sul confuso ed ammaliato di Paola verso James)
“Einstein il paragone lo faceva con le donne!”
(sorriso sornione di James ‘tra i baffi’)
(di nuovo confusione per Paola)
“…verità strabiliante per stò Einstein e, l’opera ce lo dimostra in prima persona”
“Signorina?”
“Si?”
“Dalì,  con l’orologio vuol far notare il tempo reale che trascorre secondo dopo secondo in modo meccanico”
“Signorina?”
“Si?”
“Mi dice l’ora, prego?”
“Si?”
“Signorina, le ho chiesto l’ora!”
“Signorina, si sente bene?”
“No…assolutamente NO”
(Paola lascia il Museum, cammina veloce…corre
…dobbiamo preoccuparci?)

 

La redazione

 

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