SCHERMA – SPADA Rossella Fiamingo

Con etimologia ‘skirmjan’, dal longobardo, che significa ‘proteggere’, la SCHERMA SPORTIVA

suddivisa in categorie di atleti per età e rankling, è uno sport olimpico di opposizione a contesto aperto che consiste nel combattimento leale tra due contendenti armati di fioretto, spada o sciabola

che, secondo la FIE (Federazione Internazionale della Scherma)

hanno diversi regolamenti e stili. ROSSELLA FIAMINGO

è una schermitrice catanese, specializzata nella spada.

Allieva del Maestro Gianni Sperlinga, dall’età di sette anni, per la società ‘Methodos’, dal gennaio 2017 fa parte del Centro Sportivo Carabinieri. La spada è l’arma che più si avvicina a quelle del passato, oltre ad essere la più rappresentativa del duello su terreno. Come nel fioretto si può colpire solo di punta e il bersaglio comprende tutto il corpo. Il primo schermitore che tocca l’avversario si aggiudica il punto; colpendosi contemporaneamente entro un venticinquesimo di secondo, il punto viene assegnato ad entrambi. La lama della spada

può essere lunga dagli 80 cm per i giovanissimi ai 90 cm per i cadetti. La divisa da scherma

è di colore bianco.

Come prima schermitrice siciliana, ha conquistato, nel 2013, il titolo di campionessa italiana, agli ‘assoluti’. Ci sono regioni italiane con sportivi più predisposti alla scherma?

“Fino a poco tempo fa c’erano regioni più forti di altre, adesso, con le nuove leve si stanno facendo conoscere altre società. La Sicilia rimane sempre in testa!”.

Vincitrice per due volte consecutive delle medaglie d’oro nella spada individuale, ai mondiali di scherma di Kazan 2014 e Mosca 2015. Quali sono le difficoltà più estreme da superare, praticando la sua disciplina?

“La difficoltà più grande è combattere contro se stessi, molte volte gli assalti persi dipendono prima dall’atleta, poi dall’avversario. Vincere con se stessi significa acquistare fiducia nei propri mezzi ed esprimersi al meglio, poi viene il lavoro tattico per quanto riguarda l’avversario”.

Un palmares per Rossella Fiamingo fatto di tanti ori: una carriera costruita sin da piccola?

“Ero determinata fin da bambina, ora sono metodica, faccio tutti gli allenamenti del caso,  anche quando sono infortunata”.

Dopo il Distintivo dello Sport con Stella d’oro nel 2012, nel 2014 e nel 2015 è stata insignita del Collare d’oro al merito sportivo, massima onorificenza del Coni, riservata a vincitori di Campionati Mondiali di discipline sportive. Emozioni al riguardo?

“Ricevere il Collare d’oro due volte è stata per me una doppia emozione. Sono stati premiati altri campioni di tutti gli sport e ritrovarsi fra i più forti fa sempre un certo effetto!”.

Prima medaglia olimpica individuale nella storia della spada femminile italiana, nell’agosto 2016 a Rio De Janeiro. Come inizia la passione per questa arma per Rossella bimba?

“Inizia quando mio padre ha deciso di portarmi a scherma, all’età di sette anni. Mio fratello già praticava questo sport e io ho seguito le sue orme”.

Difficoltà e traguardi di un combattimento individuale rispetto a quello a squadre!

“Sono due sport diversi: nel primo ci si prende tutte le responsabilità, si vince o si perde da soli, la gara a squadre è un lavoro di gruppo, ognuno da qualcosa, si vince e si perde insieme con doppia responsabilità”.

Foto: Augusto Bizzi

Angela Balboni

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