THE HAPPY PRINCE – L’ULTIMO RITRATTO DI OSCAR WILDE

Erano anni che RUPERT EVERETT

voleva realizzare un film, per il grande schermo, incentrato su OSCAR WILDE

personaggio che stima in modo particolare e che aveva interpretato nella piece ‘The Judas Kiss’ di David Hare.

Presentato in prima nazionale al Lucca Film Festival e in prima mondiale al Sundance Film Festival ‘THE HAPPY PRINCE – L’ULTIMO RITRATTO DI OSCAR WILDE’

vuole essere un omaggio alle opere dell’artista, riprendendo la raccolta di racconti ‘Il principe felice e altri racconti’

in ambientazioni ideali quali la Baviera, la Francia, il Belgio e Napoli. OSCAR WILDE (RUPERT EVERETT) uscito di prigione (dagli arresti a due anni ai lavori forzati, per il reato di immoralità, nella Londra bigotta di fine ottocento) viene raggiunto dagli amici

REGGIE TURNER (COLIN FIRTH) e ROBERT ROSS (EDWIN THOMAS), assume l’identità fittizia di Sebastian Melmoth, proteggendosi apparentemente da atti di omofobia e cerca di riavvicinarsi alla moglie

CONSTANCE LLOYD (EMILY WATSON), perdendo, in seguito, la patria potestà

dei due figli avuti con lei. Con l’amante, ALFRED BOSIE DOUGLAS (COLIN MORGAN)

Oscar vive per qualche tempo a Napoli; il ricatto a sussidi bloccati verso Bosie da parte di sua madre, se questi continuerà la sua relazione con Wilde, farà cessare di conseguenza il loro grande amore. Debilitato nel fisico, in un sospetto di sifilide e ridotto in povertà, Oscar incontra di nuovo Reggie, Robbie (segretamente innamorato di lui e non ricambiato) e Bosie, diventato ricco dopo la morte del padre e condivide la miseria con due giovani accattoni deliziando il più piccolo con la fiaba del principe felice che era solito raccontare ai suoi figli. Wilde si aggrava e un’operazione chirurgica non impedirà il coma e la morte, dopo poco tempo, con al suo capezzale gli amici fedeli rimasti. Al funerale, Robbie rimprovera un Bosie piangente, per essersi comportato da ipocrita, in un momento di assoluto bisogno da parte dell’amato. ‘The happy prince’: ritratto inedito del lato più intimo e viscerale di un genio che visse e morì per amore, nell’interpretazione sofferente e claustrofobica di Rupert Everett per il quale Oscar Wilde è e rimarrà punto di riferimento. I titoli di coda sveleranno un Bosie morto nel 1945 solo e in povertà e Robbie, deceduto nel 1918, sepolto nella tomba di Oscar Wilde. Solo nel 2017, una riabilitazione verso tutte le persone ingiustamente condannate per omosessualità.

Angela Balboni

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