TORSO VIRILE COLOSSALE

CHI E’ ALESSANDRO GRAZIAN?

“Fin da ragazzo ho sempre sentito l’esigenza di esprimermi, spesso con approccio istintivo e, con il trascorrere degli anni, ho imparato ad organizzare la mia creatività. Mi definisco una persona curiosa, con una certa premura nel realizzare idee; amo scrivere e suonare, mi piace la musica ed il cinema, sono un appassionato d’arte e disegno”.

DA COS’E’ PARTITO IL PROGETTO ‘TORSO VIRILE COLOSSALE’?

“Da un sogno ed una sorta di visione: creare musica strumentale che avesse come immaginario il cinema Peplum del quale dieci anni fa ho cominciato ad apprezzare la portata creativa. Quando ho capito che volevo ‘raccontare’ il Peplum a modo mio, ho ideato ‘Torso Virile Colossale’, iniziando a scrivere le composizioni che fanno parte dell’album d’esordio”.

QUAL’E’ IL CINEMA PEPLUM D’ANTAN, ITALIANO, DEGLI ANNI ’50/’60?

“Agli inizi del ‘900 si proiettavano già i primi film leggendari con un immaginario antico (‘Ben-Hur’, ‘Quo Vadis?’, intitolati a Maciste) ma è stato tra il 1958 e il 1964 che il cinema dedicato alla mitologia e ai personaggi storici/di fantasia, ha conosciuto un nuovo successo popolare”.

COSA SONO I ‘SANDALONI’?

“Il termine ‘Peplum’ è francese, in inglese si chiama ‘Sword and Sandal’ e in spagnolo ‘Peliculas de romanos’; il nome ‘sandaloni’, (vagamente dispregiativo) deriva da ‘sandalo’ (tipica calzatura indossata da protagonisti e comparse nel cinema Peplum”.

CHI SONO GLI DEI/EROI DEL CINEMA PEPLUM?

“Si va da Zeus a Vulcano, ma quelli che amo di più sono i ‘forzuti buoni’, un po’ figli degli Dei, un po’ uomini speciali, come Maciste, Ursus, Sansone; spesso, in questi film, la parte del ‘leone’ la fanno i ‘cattivi'”.

EVOCAZIONE DELLE ATMOSFERE CINEMATOGRAFICHE ATTRAVERSO SOLUZIONI ARMONICHE E TIMBRICHE DECLINATE AD UNA CONTEMPORANEITA’: COSA ASPETTARSI….

“Un cortocircuito musicale che, attraverso alcune soluzioni cerca di evocare mondi in bilico tra passato e presente. Nella musica di ‘Torso Virile Colossale’ non ci sono intenti filologici e non è un’operazione nostalgica di recupero di colonne sonore dei primi anni ’60”.

‘VOL 1 -CHE GLI DEI TI PROTEGGANO’, PRIMO LAVORO DISCOGRAFICO DEL PROGETTO ‘TORSO VIRILE COLOSSALE’, TRA PROTOMETAL E SHOEGAZE: UN PRODOTTO PER ‘ORECCHI FINI’?

“Non necessariamente. Così come erano popolari i film Poplum, può esserlo la musica di ‘Torso Virile Colossale’: ci sono ambizioni estetiche rappresentate da atmosfere in bilico tra musica classica e rock, ma anche respiri melodici che prendono per mano l’ascoltatore”.

….L’ENSEMBLE DEL PROGETTO ‘TORSO VIRILE COLOSSALE’….

“Dal vivo, ‘Torso Virile Colossale’ ha tre declinazioni: una formazione base, in duo ( Alessandro Grazian alla chitarra elettrica e bass pedal, Emanuele Alosi alle percussioni), una seconda, più classica, che prevede sul palco anche Nicola Manzan al violino, Kole Laca all’organo Farfisa e Luciano Macchia al trombone, infine una terza, potenziata, con Francesco Chimenti al violoncello e Mario Arcari ai fiati; tutti musicisti straordinari, ottime persone umanamente e divertenti compagni d’avventura”.

‘TORSO VIRILE COLOSSALE’ IN TOUR….

“I concerti di ‘Torso Virile Colossale’ sono un’avventura per le orecchie e gli occhi degli spettatori perché si tratta di una sorta di sonorizzazione del ‘vecchio’ cinema Peplum: in esecuzione, sullo schermo, passano immagini di questi film, creando un percorso narrativo e visivo molto suggestivo, che, a volte, per la comicità involontaria delle scene, strappa anche qualche risata, oltre ad emozionare”.

….I MUSCOLI AL CINEMA E IL PUBBLICO FEMMINILE….

“Il cinema Peplum, degli uomini ‘forzuti’ e delle dive bellissime, ha trovato ‘terreno fertile’ nel periodo di grande boom economico. I culturisti californiani, divenuti gli ‘Ercole’ del grande schermo, hanno lanciato, anche in Italia, vere e proprie mode, legate alla ginnastica e alla loro disciplina sportiva. Penso che i muscoli di Steve Reeves (considerato, tra l’altro, il più bello di tutti gli attori-culturisti) abbia acceso più di qualche entusiasmo, tra il pubblico femminile dell’epoca”.

Angela Balboni

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