TRAINSPOTTING

Basta un’immersione nel cesso

scozzese, più sporco, alla ricerca di due supposte di oppio, per considerare
TRAINSPOTTING

uno dei film cult, nella storia del cinema. Tratto dal romanzo omonimo

di Irvine Welsh, con una colonna sonora travolgente, da Iggy Pop, ai Blur, a Lou Reed, agli Scream,

Danny Boyle dirige EWAN MCGREGOR nei panni di MARK RENTON detto Rent Boy, JONNY LEE MILLER, nell’ossigenato SIMON WILLIAMSON detto Sick Boy, EWEN BREMNER, nel goffo DANIEL MURPHY detto Spud e ROBERT CARLYLE, nel delinquente abituale FRANCIS BEGBIE detto Franco, in momenti angoscianti, divertenti, geniali ed ossessivi, nella realtà del fenomeno della tossicodipendenza fra i giovani. L’ambientazione è Edimburgo, con location, in parti del film, anche a Glasgow e Londra e l’apertura è per voce di Rent che, alle scelte comuni, fatte di beni di consumo, figli, casa, auto, lavoro, preferisce ‘un’onesta e sincera dedizione all’eroina’. Tra piccoli furti, ricette false, serate al pub, sostanze stupefacenti, il ragazzo frequenta gli amici Sick Boy, Spud, Begbie e Tommy, che non si droga, ma che inizierà a farlo, rimanendone vittima, per via di un’incomprensione relazionale. Condannato per taccheggio, Mark evita il carcere accettando di sottoporsi ad un programma di disintossicazione, ma, nonostante il supporto di amici e parenti, in piena crisi d’astinenza, acquista droga, dal suo fornitore, tale da mandarlo in overdose: i genitori lo rinchiudono nella sua stanza per fargli vincere la dipendenza. Trasferitosi a Londra, Mark inizia a condurre una vita regolare, lavorando presso un’agenzia immobiliare, ormai lontano dalle tentazioni della droga. Una vendita di una partita di eroina, da parte degli amici di sempre, sopraggiunti a Londra, lo metterà di fronte ad una scelta azzardata: rubare la borsa con i soldi, invece di dividerli, ed avviarsi verso un futuro speranzoso, che anni prima aveva sempre disprezzato. Dal febbraio 2017, Trainspotting ha un sequel

dall’adattamento del romanzo di Welsh ‘Porno’, sempre sceneggiato da John Hodge e diretto da Boyle, per un finale che vede Mark

nella sua stanza ad ascoltare ‘Lust for life’ dei The Prodigy.

Roberta Masi

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