VAN GOGH – Sulla soglia dell’eternità

Il primo pittore espressionista della storia moderna è stato VINCENT VAN GOGH:

uomo colto, dalle passioni febbrili ed una lucidità tale da renderlo odioso alle persone. Legato ad un particolarissimo rapporto con il fratello Theodorus

mercante d’arte, si sente obbligato eticamente e moralmente all’impegno sociale, diffondendo un messaggio evangelico ed artistico a quei lavoratori sfruttati e bisognosi, per sublimare la straziante insoddisfazione che lacerava la propria anima.

Scoprendo i colori ‘pieni’ e i contrasti cromatici forti, Van Gogh va oltre l’Impressionismo e pone le basi di quello che sarà l’Espressionismo, vendendo, in vita, l’unico quadro ‘Il vigneto rosso’

dai novecento di cui fu autore, oltre a più di mille disegni e numerosi schizzi non portati a termine. Oggi, le tele di Van Gogh, sono valutate centinaia di milioni di euro; il pittore espressionista Julian Schnabel

da regista autore, racconta la sua personale versione della storia di Van Gogh, negli ultimi anni della sua vita, tra la scelta di utilizzare il giallo cromo, il taglio dell’orecchio

l’ospedale psichiatrico, le lettere di Gauguin, l’insuccesso di pubblico, quale artista, le pennellate corte e nervose

nel film ‘VAN GOGH – SULLA SOGLIA DELL’ETERNITA”

presentato in anteprima mondiale, in concorso, alla 75a edizione del Festival Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia

con un Willem Dafoe/Van Gogh

estatico, trasognato e contemplativo dell’arte pura che scaturisce dalle sue opere.

Roberta Masi

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