ZIC Faceva caldo

Ha scelto il suo nome d’arte (ZIC) ispirandosi al personaggio asmatico e un po’ sfigato di un cartone animato:

lui è LORENZO CIOLINI, classe ’97, timido e depresso cronico. E dal ragazzino imbranato con compagne e coetanei, imbracciando la chitarra nel nome di Hendrix, inizia una metamorfosi interna preparandosi musicalmente su jazz e blues, ascoltando dai Deep Purple a Bruno Lauzi, dai Dire Straits a Gino Paoli fino ai recenti Post Malone o Calcutta.

Sentendo la necessità di scrivere canzoni proprie e di cantarle, prima scrive testi in inglese poi in italiano.

L’incontro con il produttore Pio Stefanini darà ambito ad un sodalizio artistico tra i due, dove Zic troverà la sua poetica per arrivare a comunicare, in musica, anche attraverso le piccole cose, quelle che sembrano scontate ma non per questo meno importanti, esprimendo attimi e sensazioni vissuti sulla pelle, per essere efficaci ed emozionare, lavorando anche all’arrangiamento del suo primo lavoro discografico

‘FACEVA CALDO’. Facendo coesistere, sia storie del passato di Zic, che da vivere, sonorità aggressive e dolci, il disco si mostra eterogeneo, con un linguaggio scritto nella maniera più semplice e sincera possibile, senza giri di parole o inutili romanticismi, a conferma: ‘TI HO CERCATO ALLE 23:20 DEL 02/02/2018 39 3662609635’ (dipinto di una quotidianità dalla straordinaria magia), ‘IL FANTASMA DEL SABATO SERA’ ( osservazioni coerenti di un ventenne sulle nottate fuori casa), ‘CAPODANNO’ (sentimento tra amore ed affetto), ‘GUGOL’ (dedicato a Oskar Fischinger, autore di cortometraggi d’animazione astratta), ‘KAKTUS’ (ricordi di un’infanzia tra i colori dei giocattoli), ‘FULMINE’ (la felicità in un respiro, in un sorriso, in un bacio).

Roberta Masi

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